La divisione ereditaria era stata fatta in fretta.
Padre morto senza testamento, tre figli, un appartamento e qualche risparmio. Tutto diviso con un accordo scritto e firmato da tutti.
Sembrava finita lì.
Qualche mese dopo, svuotando un mobile, è saltato fuori un foglio scritto a mano.
Era un testamento olografo, con cui il padre lasciava la casa a uno solo dei figli.
La domanda era inevitabile:
la divisione fatta prima vale ancora, oppure bisogna rifare tutto?
Il testamento olografo, se valido, prevale sulla successione legittima.
Ma quando l’eredità è già stata divisa, la situazione diventa molto più delicata. Bisogna verificare se l’accordo precedente possa essere annullato, se tutti erano in buona fede, e se il testamento rispetta i requisiti di legge.
Nel caso concreto il problema non era solo giuridico.
I rapporti tra i fratelli, già tesi, rischiavano di rompersi definitivamente.
Prima di iniziare una causa si è valutata la validità del testamento, la data, le condizioni di salute del testatore e l’effettiva conoscibilità del documento.
Solo dopo questa analisi si è aperta una trattativa che ha evitato un contenzioso lungo e doloroso.
In materia successoria capita spesso che il passato torni quando si crede di aver chiuso tutto.
Per questo le divisioni fatte in fretta danno sollievo immediato, ma non sempre garantiscono stabilità nel tempo.
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