All’inizio erano piccole difficoltà.
Bollette dimenticate, appuntamenti saltati, confusione con il denaro.
Il figlio pensava fosse solo l’età.
Poi sono arrivati i primi problemi seri: firme fatte senza capire, contratti non ricordati, prelievi inspiegabili.
Quando è entrato in studio aveva un dubbio che molti hanno:
“Posso occuparmene io senza fare una causa contro mio padre?”
L’Amministrazione di sostegno nasce proprio per queste situazioni.
Non serve dichiarare incapace una persona, ma affiancarla con un provvedimento del giudice tutelare, limitando solo gli atti che non riesce più a gestire.
Nel caso concreto è stato necessario presentare ricorso, acquisire certificazione medica e indicare quali operazioni dovevano essere autorizzate.
La difficoltà più grande non è giuridica.
È accettare che una persona che ha sempre deciso da sola ora abbia bisogno di aiuto.
L’Amministrazione di sostegno non toglie dignità.
Serve a proteggerla, quando la fragilità diventa troppo grande per essere gestita solo in Famiglia.
Immobiliare | Il venditore che resta e l’acquirente che non può entrare
Il contratto era perfetto. Il prezzo pagato, il rogito concluso, le chiavi consegnate. Ma l'immobile non veniva liberato. Il venditore continuava a restare, rinviando la consegna. Per l'acquirente, la situazione è diventata rapidamente insostenibile. Nel diritto...
