Per entrare nel terreno bisognava passare dal fondo del vicino.
Era sempre stato così, da quando il cliente ricordava.
Nessuno aveva mai fatto storie, finché il terreno accanto è stato venduto.
Il nuovo proprietario ha chiuso il cancello e ha detto che non esisteva nessun diritto di passaggio.
Molte servitù nascono da accordi verbali o da semplici abitudini.
Ma quando cambia il proprietario, quello che sembrava ovvio diventa improvvisamente discutibile.
La legge prevede che una servitù possa essere acquistata anche per usucapione, se il passaggio è stato esercitato per molti anni in modo visibile e continuo.
Nel caso concreto è stato necessario raccogliere fotografie, testimonianze e documenti per dimostrare che quel passaggio esisteva da tempo.
Le questioni immobiliari spesso non nascono da contratti, ma da consuetudini.
E quando le abitudini non sono state messe per iscritto, basta un cambio di proprietà per far nascere un conflitto.
Immobiliare | Il venditore che resta e l’acquirente che non può entrare
Il contratto era perfetto. Il prezzo pagato, il rogito concluso, le chiavi consegnate. Ma l'immobile non veniva liberato. Il venditore continuava a restare, rinviando la consegna. Per l'acquirente, la situazione è diventata rapidamente insostenibile. Nel diritto...
