Alla morte del padre, la casa era andata ai figli, ma con usufrutto alla moglie.
Tutto regolare, tutto previsto dalla legge.
Il problema è nato quando uno dei figli ha voluto vendere la sua quota.
Pensava fosse semplice, ma ha scoperto che trovare un acquirente disposto a comprare una nuda proprietà non è facile.
Quando esiste un usufrutto, il proprietario non può usare liberamente il bene.
L’usufruttuario ha diritto di viverci o di trarne reddito, e questo limita molto la possibilità di vendita.
Nel caso concreto la difficoltà era aumentata dal fatto che l’immobile si trovava in una zona con sistema tavolare, dove ogni modifica richiede formalità precise e l’intavolazione deve essere aggiornata correttamente.
Si è valutata la possibilità di vendere insieme, oppure di liquidare la quota del figlio che voleva uscire dalla comunione.
L’usufrutto è uno strumento molto usato nelle Successioni per proteggere il coniuge, ma spesso crea problemi negli anni successivi.
Funziona bene quando c’è accordo, molto meno quando gli eredi hanno esigenze diverse.
Immobiliare | Il venditore che resta e l’acquirente che non può entrare
Il contratto era perfetto. Il prezzo pagato, il rogito concluso, le chiavi consegnate. Ma l'immobile non veniva liberato. Il venditore continuava a restare, rinviando la consegna. Per l'acquirente, la situazione è diventata rapidamente insostenibile. Nel diritto...
