Dopo il funerale, uno dei figli ha chiesto gli estratti conto degli ultimi anni.
Non per sospetto, diceva, ma per capire meglio.
Dai movimenti risultavano prelievi importanti fatti negli ultimi mesi di vita del padre, quando ormai era malato.
I prelievi erano stati eseguiti da un altro figlio, che aveva la delega sul conto.
La domanda era semplice e dolorosa:
quei soldi fanno parte dell’eredità oppure no?
La delega bancaria permette di operare sul conto, ma non trasferisce la proprietà delle somme.
Se il denaro apparteneva al defunto, i prelievi devono essere giustificati. In mancanza di spiegazioni, possono essere considerati anticipazioni da riportare nella successione.
In questi casi il lavoro dell’avvocato non è accusare, ma ricostruire.
Occorre esaminare i movimenti, verificare le causali, capire se le somme sono state usate per spese del genitore o per altro.
Nel caso concreto si è evitata una causa solo dopo aver ricostruito con precisione tutti i pagamenti e aver trovato un accordo nella divisione.
Le Successioni mettono in discussione anche gesti fatti quando il defunto era ancora in vita.
E ciò che allora sembrava solo un aiuto, dopo la morte può diventare motivo di conflitto.
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