La casa era rimasta vuota per mesi, poi uno dei fratelli aveva deciso di entrarci.
“Allora tanto è anche mia”, aveva detto agli altri.
Quando gli eredi sono più di uno e la divisione non è ancora avvenuta, i beni restano in comunione. Questo significa che nessuno può appropriarsene come se fosse l’unico proprietario.
Nel caso concreto, uno dei coeredi aveva cambiato la serratura e iniziato a vivere nell’immobile, escludendo gli altri. Non per cattiveria, diceva, ma per necessità.
Dal punto di vista giuridico, però, l’uso esclusivo di un bene comune può generare un obbligo di indennizzo verso gli altri coeredi, soprattutto se impedisce loro di goderne o di trarne reddito.
La soluzione non è stata immediatamente giudiziale. Prima si è cercato di quantificare l’utilizzo, il valore locativo e il periodo di occupazione. Solo così è stato possibile discutere di compensazioni all’interno della divisione.
Le successioni non finiscono con l’apertura dell’eredità.
Spesso il conflitto vero nasce nel tempo sospeso tra la morte e la divisione, quando le regole ci sono ma nessuno sente di doverle rispettare fino in fondo.
