Successioni | Quel foglio scritto a mano che divide una famiglia

Era un foglio a righe, piegato in quattro e tenuto nel cassetto di un comodino.
Quando i figli lo hanno trovato, pochi giorni dopo il funerale, hanno capito subito che non sarebbe stata una successione tranquilla.

Il padre aveva scritto tutto di suo pugno: lasciava la casa alla nuova compagna e “qualcosa” ai figli, senza specificare cosa. Nessun notaio, nessuna data certa, nessuna firma alla fine del testo. Solo una grafia incerta, segnata dalla malattia degli ultimi mesi.

La domanda che mi hanno posto era diretta: è davvero un testamento valido?

Il testamento olografo è lo strumento più semplice e allo stesso tempo più fragile che il nostro ordinamento conosca. Proprio perché non passa da un pubblico ufficiale, regge su tre pilastri essenziali: deve essere scritto interamente a mano, datato e sottoscritto dal testatore. Quando uno solo di questi elementi vacilla, iniziano i problemi.

Ma la questione non è mai solo tecnica.
Dietro a un testamento contestato c’è quasi sempre una storia più complessa: rapporti familiari deteriorati, nuovi legami affettivi, figli che temono di essere stati messi da parte negli ultimi anni di vita del genitore.

In quel caso la compagna sosteneva che quella fosse la vera volontà del defunto; i figli, invece, che fosse il frutto di una fase di fragilità, forse di condizionamento. Il foglio diventava così il campo di battaglia di anni di silenzi e incomprensioni.

Il lavoro dell’avvocato non è limitarsi a dire “è valido” o “non è valido”.
È ricostruire il contesto: quando è stato scritto, in quali condizioni di salute, con quali rapporti familiari in corso. È valutare se impugnare il testamento per vizi formali o per incapacità del testatore, sapendo che ogni causa di questo tipo ha un costo emotivo altissimo.

Alla fine si è scelta una strada diversa dal contenzioso puro. Non perché mancassero gli argomenti giuridici, ma perché una sentenza avrebbe probabilmente lasciato macerie nei rapporti familiari. Attraverso una trattativa si è arrivati a una redistribuzione dell’eredità che, pur partendo da quel foglio, ha tenuto conto dei diritti dei legittimari.

Ogni volta che mi capita un testamento olografo penso a quanto sia potente e pericolosa la scrittura privata. Un gesto fatto in solitudine può decidere il destino di una famiglia intera. E quando mancano chiarezza e assistenza, quel foglio diventa spesso l’inizio di un conflitto, non la fine.

Ogni situazione è unica. Desideri approfondire il tuo caso?

Casi pratici

Successioni | Il conto cointestato che non era di tutti

Alla morte della madre, il conto corrente cointestato sembrava la cosa più semplice da gestire. “È metà per ciascuno”, diceva uno dei figli. “È sempre stato così”. In realtà no. Nel nostro ordinamento la cointestazione non dice tutto. Serve a far funzionare il conto...

leggi tutto