Successioni | Quella donazione di tanti anni fa che riapre tutto

Qualche mese fa è entrata in studio una signora con un fascicolo sottile e un dubbio enorme.
Il padre era morto da poco, non aveva lasciato testamento e la famiglia stava preparando la dichiarazione di successione. Tutto sembrava lineare: un appartamento, un po’ di risparmi, due figli e la moglie.

Poi, quasi per caso, spuntano alcuni bonifici di molti anni prima: duecentomila euro versati al figlio maggiore per “aiutarlo a sistemarsi”.
La domanda della sorella era semplice e dolorosa: quei soldi contano ancora o appartengono ormai al passato?

Nel diritto delle successioni il passato non passa mai del tutto. Le donazioni fatte in vita dal defunto continuano a proiettare un’ombra sull’eredità e devono essere considerate per ricostruire ciò che la legge chiama la “massa ereditaria”. È un’operazione un po’ controintuitiva: si somma ciò che c’è oggi a ciò che non c’è più, per capire se tutti i legittimari sono stati trattati in modo equilibrato.

Spiegare questo meccanismo a una famiglia non è semplice. Non è solo un calcolo, è una questione di memoria, di rapporti antichi, a volte di gelosie mai dichiarate. Il figlio che aveva ricevuto la somma sosteneva che non fosse un regalo ma la restituzione di spese sostenute per il padre; la sorella ricordava invece anni di sacrifici e un trattamento diverso.

Il lavoro dell’avvocato, prima ancora di parlare di azioni di riduzione o di collazione, è stato quello di ricostruire i fatti: le causali dei bonifici, le dichiarazioni dei redditi, le condizioni economiche dell’epoca. Solo dopo è stato possibile tradurre quelle vicende in linguaggio giuridico.

È emerso che, sommando patrimonio attuale e donazioni, la quota spettante a ciascun figlio risultava alterata. Avremmo potuto intraprendere una causa lunga e incerta; abbiamo scelto invece la strada della mediazione, che ha permesso di trovare un equilibrio senza trasformare il lutto in una guerra familiare.

Ogni volta che affronto casi simili mi convinco di quanto sia rischioso firmare atti di divisione senza guardare indietro. Le donazioni non sono gesti isolati: diventano capitoli di un unico libro che si chiama successione. Ignorarle significa lasciare aperta una ferita destinata, prima o poi, a riaprirsi.

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